Mano sulla testa (tabu buddista theravada della testa sacra)
Nel Sud-Est asiatico buddista (Tailandia, Cambogia, Laos, Myanmar, Vietnam), toccare la testa di un'altra persona costituisce una grave violazione di un tabu spirituale fondamentale: la testa e' la sede dell'anima (kwan). Innocuo in Occidente, e' percepito come un profondo insulto o un'aggressione spirituale nelle culture theravada. Pericolo reale anche tra bambini e adulti.
Significato
Direzione dell'obiettivo : Consolazione, affetto, rassicurazione, benevolenza genitoriale o amichevole (significato occidentale). Nel contesto buddista theravada: grave violazione spirituale, anche se involontaria.
Significato interpretato : In Occidente, il gesto e' visto come un naturale segno di tenerezza o conforto, specialmente verso i bambini. Nel Sud-Est asiatico buddista, la testa e' la parte piu' sacra del corpo (sede del kwan, l'anima), i piedi la piu' bassa. Toccare la testa di un altro — anche di un bambino, anche di un monaco, anche in condoglianze — e' una violazione spirituale che puo' provocare una reazione forte o addirittura rompere un rapporto.
Geografia dell'incomprensione
Offensivo
- thailand
- cambodia
- laos
- myanmar
- vietnam
- indonesia
- malaysia
- singapore
Non documentato
- western-europe
- americas
- east-asia
- south-asia
- middle-east
- sub-saharan-africa
- indigenous-peoples
1. Il gesto e il suo significato inteso
Posare la mano sulla testa di un'altra persona e', nella tradizione occidentale, un gesto di tenerezza, conforto o benedizione parentale. Questo gesto attraversa le generazioni: un adulto che scompiglia affettuosamente i capelli di un bambino, un amico che posa la mano sulla testa di un caro in lutto. Il significato sembra universale — non lo e'.
Nel Sudest asiatico a predominanza buddista theravada (Thailandia, Cambogia, Laos, Myanmar, Vietnam), la testa e' la parte piu' sacra del corpo umano. Ospita il kwan (o khwan in Thai, kwvan in lao), il principio vitale o anima. I piedi, all'opposto, sono la parte piu' bassa e piu' impura. Toccare la testa di qualcuno — qualunque sia l'intenzione — costituisce una grave violazione di questo tabu spirituale. Questo vale per adulti, bambini, monaci buddisti e persino per statue e rappresentazioni del Buddha.
2. Dove va storto: geografia del malinteso
L'errore piu' frequente e' commesso da viaggiatori occidentali che esprimono affetto verso bambini tailandesi, cambogiani o laotiani. Il gesto — scompigliare i capelli di un bambino sorridente per complimentarsi o consolarlo — sembra naturale e benevolo in Occidente. In un contesto theravada, costituisce un'aggressione spirituale contro la parte piu' sacra del corpo di un bambino. La reazione dei presenti puo' andare da un disagio visibile al rifiuto di ulteriori relazioni.
Il tabu si applica anche ai monaci: toccare la testa di un monaco e' un'offesa particolarmente grave, indipendentemente dal rango della persona che tocca. Guide di viaggio pubblicate dalle ambasciate tailandesi, cambogiane e birmane menzionano esplicitamente questo tabu come una delle regole piu' importanti per i visitatori stranieri.
3. Origini storiche
Il tabu della testa nelle culture theravada affonda le radici nella dottrina buddhista del kwan, presente nei testi pali del canone theravada (Tripitaka, dal III al I secolo a.C. sotto Ashoka). Il kwan designa un insieme di principi vitali — generalmente trentadue nella tradizione tailandese — che risiedono in diverse parti del corpo, con il kwan piu' importante localizzato nella testa. La cerimonia tailandese del Baci (o Baisee), ancora praticata in Laos e Cambogia, e' un rituale per riunificare il kwan quando viene disturbato.
Axtell (1998) nota che questo tabu e' tra i codici del linguaggio del corpo meno conosciuti dai viaggiatori occidentali nel Sudest asiatico. Morris et al. (1979) documentano la gerarchia corporea testa/piedi come uno dei quadri cinesici piu' strutturanti di questa regione.
4. Diffusione contemporanea
Il tabu rimane vivo nella Thailandia, Cambogia, Laos, Myanmar e Vietnam contemporanei, anche nelle citta' e nelle comunita' della diaspora. La Tourism Authority of Thailand lo include nelle sue guide pratiche per i visitatori internazionali.
5. Raccomandazioni pratiche
Nel Sudest asiatico buddista: non toccare mai la testa di nessuno, indipendentemente dall'eta' o dallo status. Sostituire questo gesto con un cenno rispettoso, il wai (mani giunte, nel caso tailandese/cambogiano/laotiano) o un lieve inchino. Se il contatto fisico e' appropriato, preferire la spalla o il braccio. Non toccare mai la testa delle statue di Buddha, neanche in un contesto turistico. In Occidente: questo tabu e' sconosciuto; il gesto non causera' problemi con interlocutori non provenienti dal Sudest asiatico theravada.
Origini storiche
Basato sulla dottrina buddista theravada del kwan, codificata nel Tripitaka (Canone Pali, III secolo AEC sotto Ashoka). Il kwan designa i principi vitali che risiedono nelle diverse parti del corpo, con il piu importante localizzato nella testa. I piedi costituiscono la parte piu bassa e piu impura. Documentato da Axtell (1998) e Morris et al. (1979) come uno dei tabu piu incompresi dai viaggiatori occidentali nel Sud-Est asiatico.
Raccomandazioni pratiche
Per fare
- En Asie du Sud-Est bouddhiste : ne jamais toucher la tête de quiconque, y compris les enfants, les moines et les personnes en deuil. Préférer un hochement de tête respectueux, une légère inclinaison, ou poser une main sur le bras ou l'épaule si le contact physique est culturellement approprié.
Alternative neutre
Cenno rispettoso; wai tailandese (mani giunte); leggero inchino; contatto alla spalla o al braccio se accettato localmente.
Fonti
- Gestures: Their Origins and Distribution
- Gestures: The Do's and Taboos of Body Language Around the World
- Thai Etiquette and Cultural Guidelines for International Visitors
- Baci ceremony
- Phi (spirit) — Theravada Buddhist kwan doctrine