Il cerchio OK (anello pollice-indice)
Gesto di approvazione nei paesi anglofoni e segnale di sicurezza dei subacquei — ma a San Paolo, Istanbul o Atene lo stesso cerchio pollice-indice raffigura un orifizio anale. Uno degli emblemi più insidiosi da esportare.
Significato
Direzione dell'obiettivo : Accordo, conferma, «perfetto», «tutto bene» nel mondo anglofono; segnale di sicurezza standardizzato nelle immersioni subacquee. In Giappone, lo stesso gesto significa «denaro», con il cerchio che evoca una moneta.
Significato interpretato : Rappresentazione di un orifizio anale in America Latina (soprattutto in Brasile), in Medio Oriente e in parte del Mediterraneo — da cui un insulto sessuale, talvolta un'accusa di omosessualità (Turchia, Grecia). Nel sud della Francia e in Tunisia, il cerchio significa «zero», «nullo», «non vali niente». In alcuni paesi del Golfo, il gesto scosso evoca il malocchio.
Geografia dell'incomprensione
Offensivo
- brazil
- turkey
- greece
- italy-south
- france-argot
- germany
- saudi-arabia
- iran
Neutrale
- usa
- canada
- uk
- ireland
- australia
- new-zealand
- japan
- china-continental
Non documentato
- central-asia
- sub-saharan-africa
- indigenous-peoples
1. Il gesto e il suo significato atteso
Il pollice e l'indice formano un cerchio chiuso, le altre tre dita tese o leggermente piegate. Nell'area anglofona — Nord America, Isole Britanniche — il gesto significa «OK», «d'accordo», «perfetto». Serve anche da segnale di sicurezza nelle immersioni subacquee, dove significa esattamente «tutto bene»: la sua forma è lì standardizzata dal Recreational Scuba Training Council, e i subacquei imparano a usarlo invece del pollice in su, che significa «risalgo».
In Giappone, lo stesso gesto a una mano significa «denaro», con il cerchio che evoca la forma di una moneta; serve a parlare di somme o di transazioni, senza la carica emotiva positiva dell'uso anglofono.
2. Dove le cose vanno male: la geografia del fraintendimento
In diverse aree culturali, il cerchio pollice-indice è letto come la rappresentazione di un orifizio anale, da cui la sua carica oscena:
- Brasile: un insulto grave, comunemente paragonato al dito medio americano.
- Turchia e Grecia: un'accusa di omosessualità, caricata negativamente, anche se l'accettabilità sta cambiando nelle grandi città.
- Italia meridionale: una connotazione sessuale esplicita, vicina al «vaffanculo».
- Medio Oriente (in particolare Arabia Saudita, Iran): un'oscenità di carattere anale. In Turchia e in alcuni paesi del Golfo come il Kuwait, il gesto scosso può anche evocare il malocchio e accompagnare una maledizione.
- Germania: una lettura ambigua a seconda della regione — può significare «sei uno zero» o costituire un insulto schietto.
- Francia meridionale e Tunisia: il cerchio significa «zero», «nullo» — meno osceno che offensivo per svalutazione. Desmond Morris osserva che l'uso positivo «OK» si è diffuso nel nord della Francia attraverso la cultura americana, mentre la lettura «non vale niente» è rimasta dominante nel sud.
A ciò si aggiunge una dimensione contemporanea e localizzata. A partire dal 2017, il gesto è stato dirottato negli Stati Uniti come presunto segno di riconoscimento «white power» (le tre dita tese a formare una W, il cerchio una P). L'Anti-Defamation League lo ha aggiunto alla sua banca dati «Hate on Display» nel settembre 2019, precisando fin da quell'inserimento che il gesto resta, nella stragrande maggioranza dei contesti, del tutto innocuo e che l'intenzione va valutata caso per caso. Questa ambiguità riguarda solo i contesti politicamente sensibili negli Stati Uniti.
3. Genesi storica
Il cerchio pollice-indice è un gesto anatomicamente minimo e fortemente polisemico: se ne trovano usi indipendenti, e spesso positivi, molto antichi. Sui vasi greci, già dal V secolo a.C., l'anello formato dal pollice e dall'indice — che imita labbra che si baciano — esprime l'amore. Come segno di assenso e di approvazione, il gesto è attestato già dal I secolo a Roma, dove il retore Quintiliano lo prescrive nella sua chironomia oratoria. Lo si ritrova anche, nelle aree buddhista e induista, come simbolo di perfezione interiore (i mudra), e a Napoli come segno d'amore e di matrimonio.
Nel mondo anglofono, il medico John Bulwer lo descrive già nel 1644 nella sua Chirologia come un gesto «adatto a coloro che espongono, distinguono o approvano». L'associazione del gesto alle lettere «O» e «K» è invece americana e tarda: l'espressione «oll korrect» — grafia umoristica di all correct — è stata resa popolare dalla stampa di Boston nel 1839, poi il gesto ha accompagnato lo slogan del club «O.K.» dei sostenitori di Martin Van Buren («Old Kinderhook») nel 1840.
La lettura oscena mediterranea, latina e mediorientale appartiene a un repertorio gestuale distinto. Contrariamente a quanto affermano molti manuali di comunicazione interculturale, la sua precisa antichità non è solidamente documentata dalle fonti di riferimento: si tratta di un uso attestato nell'epoca contemporanea, ma la cui profondità storica resta incerta. Ciò che è certo è che la globalizzazione degli scambi nel XX secolo ha messo in collisione frontale le letture positiva e oscena di uno stesso gesto.
4. Incidenti celebri documentati
- L'aneddoto di Nixon in Brasile (anni Cinquanta). Un racconto molto ripetuto nella letteratura interculturale vuole che il vicepresidente Richard Nixon, scendendo dall'aereo in Brasile, abbia salutato la folla formando un OK con entrambe le mani, gesto recepito come una doppia offesa. Nixon soggiornò effettivamente in Brasile nel 1956, come rappresentante degli Stati Uniti all'insediamento del presidente Kubitschek; l'aneddoto è probabilmente legato a quel viaggio. Ma il dettaglio gestuale preciso non è attestato da alcuna fonte primaria d'epoca: va trattato come un aneddoto semi-leggendario — né confermato né smentito — che illustra comunque una trappola del tutto reale.
- Appropriazione suprematista negli Stati Uniti (dal 2017). Nel febbraio 2017, una campagna lanciata sul forum 4chan («Operation O-KKK») mirava a far passare il gesto OK per un segno «white power» allo scopo di intrappolare media e avversari politici. La bufala è in parte sfuggita ai suoi autori: alcuni attivisti di estrema destra hanno poi usato il gesto in modo sincero. L'Anti-Defamation League lo ha inserito nel settembre 2019 nella sua banca dati «Hate on Display», ricordando al contempo che la stragrande maggioranza degli usi non ha alcun rapporto con l'odio. L'attentatore di Christchurch lo ha esibito in tribunale nel marzo 2019, episodio ampiamente mediatizzato.
5. Raccomandazioni pratiche
- Da fare: in un contesto anglofono nordamericano o britannico, il gesto resta sicuro per convalidare. Nelle immersioni subacquee, resta il segnale universale per convenzione professionale.
- Da non fare mai: salutare un automobilista brasiliano con un OK attraverso il parabrezza — è una provocazione diretta; formare il gesto davanti a un obiettivo fotografico all'interno di un gruppo turco o greco.
- Alternative: in America Latina, Turchia, Grecia e Medio Oriente, preferire un pollice in su (verificando e0003 per le sue trappole), un cenno del capo, o semplicemente una convalida orale.
- Vigilanza contemporanea negli Stati Uniti: nei contesti politicamente sensibili, tenere conto della lettura suprematista emersa nel 2017. La probabilità di un'interpretazione odiosa resta bassa nell'uso quotidiano, ma non nulla in contesto militante.
Origini storiche
Il cerchio pollice-indice è un gesto polisemico dalle radici antiche e in gran parte positive: amore sui vasi greci (V sec. a.C.), approvazione oratoria in Quintiliano (I sec.), perfezione nei mudra, amore a Napoli, un gesto anglofono di approvazione descritto da Bulwer (1644). L'associazione alle lettere «O» e «K» è americana e tarda («oll korrect», stampa di Boston 1839; club «Old Kinderhook» di Van Buren, 1840). La lettura oscena anale, attestata nell'epoca contemporanea nel Mediterraneo, nel mondo latino e in Medio Oriente, è di profondità storica incerta. La globalizzazione del XX secolo ha messo in conflitto queste letture.
Incidenti documentati
- 1956 — Anecdote très répétée dans la littérature interculturelle : Nixon aurait salué une foule brésilienne d'un OK des deux mains, geste reçu comme une double insulte. Nixon a réellement séjourné au Brésil en 1956 pour l'investiture du président Kubitschek, mais le détail gestuel n'est attesté par aucune source primaire — anecdote semi-légendaire, ni confirmée ni réfutée.
- 2017 — Canular lancé sur 4chan en février 2017 pour faire passer le geste OK pour un signe « white power ». Partiellement échappé à ses auteurs : usage sincère ultérieur par certains militants. Inscrit par l'Anti-Defamation League dans « Hate on Display » en septembre 2019, avec rappel que l'écrasante majorité des usages reste anodine.
Raccomandazioni pratiche
Per fare
- En contexte anglophone nord-américain ou britannique : geste sûr pour valider. En plongée sous-marine : usage codifié international.
Cosa evitare
- Ne jamais utiliser en Amérique latine (surtout Brésil), Turquie, Grèce, Italie du Sud, Moyen-Orient. En France méridionale, éviter de l'utiliser pour valider : l'interlocuteur peut comprendre « zéro ».
Alternative neutre
- Pollice in su (attenzione: vedere e0003 per i paesi in cui è esso stesso un insulto).
- Convalida orale esplicita («d'accordo», «perfetto»).
- Cenno verticale del capo (attenzione alla Bulgaria, vedere e0494).
Fonti
- Morris, D., Collett, P., Marsh, P., & O'Shaughnessy, M. (1979). Gestures: Their Origins and Distribution. Stein & Day / Jonathan Cape.
- Müller, C., Cienki, A., Fricke, E., Ladewig, S., McNeill, D., & Tessendorf, S. (eds.) (2014). « Ring-gestures across cultures and times: Dimensions in variation ». In Body – Language – Communication, vol. 2, p. 1511-1522. De Gruyter Mouton. ISBN 9783110302028.
- Matsumoto, D. & Hwang, H.C. (2013). Cultural similarities and differences in emblematic gestures. Journal of Nonverbal Behavior, 37(1), 1-27. — ↗
- « What's A-O.K. in the U.S.A. Is Lewd and Worthless Beyond ». The New York Times, 18 août 1996. — ↗
- Anti-Defamation League — Hate on Display Database, entrée « Okay Hand Gesture » (ajoutée en septembre 2019). — ↗